Finalmente un film diretto ai ragazzi, di cui coglie apparenza e intimità, incerte sicurezze e vivaci contraddizioni.
La difficile ricerca di se stessi alternando bisogno di conferme e desiderio di solitudine, attese mancate e fiduciose aspettative, paura del confronto e bisogno di conforto.
Con i rischi, la gioia, la freschezza, le paure tutte dell’adolescenza di oggi.
Un film tra leggerezza e drammi quotidiani. Com’è l’adolescenza.
Un film che con eleganza ti solleva dalla poltrona e ti fa guardare la vita vera.
E che mostra agli adulti le disattenzioni, le incongruenze, le incapacità, al di là anche dei buoni propositi e degli affetti, nell’ascoltare, capire, sostenere, orientare ragazzi vivaci, sensibili, fragili e il più delle volte soli.
Storie vere, come i giorni di scuola, storie che appartengono al compagno, al vicino. A volte, ma spesso lo si ignora, al proprio figlio.
Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Ivan Cotroneo, esce nelle sale il 31 marzo prossimo.
Un’occasione per capire e parlare. Tra ragazzi, tra genitori, tra professori. E anche gli uni con gli altri.
Non attraverso parole preconfezionate su bullismo, omofobia o regole minime che sembrano impossibili.
Ma attraverso il linguaggio del cinema: toccando sentimenti ed emozioni.
Da non perdere.

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